Una sera di due anni fa. Giuseppe è a cena da Mr. Brown, insieme a Mr. Dodds e Mr. Guile. È da mezzora che rifila al cane i broccoli crudi sotto il tavolo e ora la povera bestia sembra non sentirsi tanto bene.
Suona il telefono. Mr. Brown risponde e bastano due secondi per capire che qualcosa non va. Quando riattacca annuncia agli amici:
-La polizia ha ripreso Mr. Reeves ieri notte. Non ha potuto finire il lavoro.
-Bisognava aspettarselo, dice Mr. Dodds
Giuseppe comincia a sentirsi a disagio: “Polizia?” “Lavoro”?
-Dobbiamo disfarci delle bombe.
Bombe?! Il cuore di Giuseppe diventa un martello pneumatico. Ma davvero Mr. Brown ha detto bombs?
-Are you crazy?, dice Mr. Dodds. -Se le spostiamo ora possono rompersi ed esplodere qui, sul pavimento.
Giuseppe è ad un niente da farsi la pipì addosso. Ma perché non è rimasto a casa a vedere Big Brother?
Mr Brown e i suoi amici spariscono in un'altra stanza. Giuseppe riesce ancora a sentirli:
-Sono pronte, basta lanciarle…
-Abbiamo bisogno di volontari, questa è una missione grossa, vanno coinvolti tutti.
Coinvolti tutti? Giuseppe si alza di scatto, come se l’avesse morso un’aragosta sul sedere. Dopo un secondo è già con un piede fuori dalla porta.
-Joseph?!
Giuseppe si ferma là dov’è e comincia a invocare tutto il santorale.
-Joseph, where are you going?
-Look Mr brown, non so cosa abbiate in mente ma…
-Ma che stai dicendo. Vieni qui e aiutami con queste bombe.
Mr Brown trascina Giuseppe nella stanza. Il tavolo è pieno di piccole palle d’argilla. Giuseppe le osserva. Quelle non sembrano vere bombe, pensa. Ma in fondo, cosa ne sa lui, riflette, le uniche bombe che ha visto sono quelle di prosciutto e formaggio nella tavola calda sotto casa di mammuzzasua.
-Tu pensi ai girasoli, dice Mr. Brown passando a Giuseppe un vassoio di palle.
Giuseppe prende il vassoio come se fosse un cuore vivo da donare.
-Davvero, meglio I go…(due anni fa l'inglese di Giuseppe faceva sembrare Pieraccioni un filologo col dottorato).
-No,no,no,no. Tu non vai nowhere. Oramai sei dentro l’esercito. Mettiti questo, dice porgendo a Giuseppe un gilé catarifrangente. -Cosi pensano che sei del Comune.
Ed è così che Giuseppe, che aveva fatto l’obiettore giocando a solitari in un ufficio per mesi, è diventato un soldato. Fa parte della guerrilla gardening, un gruppo di appassionati del giardinaggio che tenta di abbellire Londra con piante e fiori, rischiando sempre di finire in manette. Ogni tanto fanno anche bombe di semi così e girano in macchina lungo la circonvallazione londinese, lanciandole sui bordi della strada.
Rotonde, isole pedonali…Giuseppe ha perfino provato ad inserire dell’edera fra le crepe del grattacielo dove lavora.
Ci sono voluti i British per coinvolgerlo in una cosa fantastica come questa. A Londra poi, che in fondo è piena di parchi e giardini. Se solo l’avesse saputo quando viveva a Milano, altro che gerani sulla ringhiera.
Suona il telefono. Mr. Brown risponde e bastano due secondi per capire che qualcosa non va. Quando riattacca annuncia agli amici:
-La polizia ha ripreso Mr. Reeves ieri notte. Non ha potuto finire il lavoro.
-Bisognava aspettarselo, dice Mr. Dodds
Giuseppe comincia a sentirsi a disagio: “Polizia?” “Lavoro”?
-Dobbiamo disfarci delle bombe.
Bombe?! Il cuore di Giuseppe diventa un martello pneumatico. Ma davvero Mr. Brown ha detto bombs?
-Are you crazy?, dice Mr. Dodds. -Se le spostiamo ora possono rompersi ed esplodere qui, sul pavimento.
Giuseppe è ad un niente da farsi la pipì addosso. Ma perché non è rimasto a casa a vedere Big Brother?
Mr Brown e i suoi amici spariscono in un'altra stanza. Giuseppe riesce ancora a sentirli:
-Sono pronte, basta lanciarle…
-Abbiamo bisogno di volontari, questa è una missione grossa, vanno coinvolti tutti.
Coinvolti tutti? Giuseppe si alza di scatto, come se l’avesse morso un’aragosta sul sedere. Dopo un secondo è già con un piede fuori dalla porta.
-Joseph?!
Giuseppe si ferma là dov’è e comincia a invocare tutto il santorale.
-Joseph, where are you going?
-Look Mr brown, non so cosa abbiate in mente ma…
-Ma che stai dicendo. Vieni qui e aiutami con queste bombe.
Mr Brown trascina Giuseppe nella stanza. Il tavolo è pieno di piccole palle d’argilla. Giuseppe le osserva. Quelle non sembrano vere bombe, pensa. Ma in fondo, cosa ne sa lui, riflette, le uniche bombe che ha visto sono quelle di prosciutto e formaggio nella tavola calda sotto casa di mammuzzasua.
-Tu pensi ai girasoli, dice Mr. Brown passando a Giuseppe un vassoio di palle.
Giuseppe prende il vassoio come se fosse un cuore vivo da donare.
-Davvero, meglio I go…(due anni fa l'inglese di Giuseppe faceva sembrare Pieraccioni un filologo col dottorato).
-No,no,no,no. Tu non vai nowhere. Oramai sei dentro l’esercito. Mettiti questo, dice porgendo a Giuseppe un gilé catarifrangente. -Cosi pensano che sei del Comune.
Ed è così che Giuseppe, che aveva fatto l’obiettore giocando a solitari in un ufficio per mesi, è diventato un soldato. Fa parte della guerrilla gardening, un gruppo di appassionati del giardinaggio che tenta di abbellire Londra con piante e fiori, rischiando sempre di finire in manette. Ogni tanto fanno anche bombe di semi così e girano in macchina lungo la circonvallazione londinese, lanciandole sui bordi della strada.
Rotonde, isole pedonali…Giuseppe ha perfino provato ad inserire dell’edera fra le crepe del grattacielo dove lavora.
Ci sono voluti i British per coinvolgerlo in una cosa fantastica come questa. A Londra poi, che in fondo è piena di parchi e giardini. Se solo l’avesse saputo quando viveva a Milano, altro che gerani sulla ringhiera.





